24/08/2020

La dimensione sociale al centro degli investimenti ESG


La componente di sostenibilità sociale degli investimenti ESG è tutta incentrata sulle persone: dipendenti, clienti e fornitori. L'epidemia del COVID-19 e le successive manifestazioni svoltesi in tutto il mondo per invocare interventi di contrasto alle ingiustizie razziali e alle disuguaglianze sociali, hanno fatto balzare la questione della sostenibilità sociale in cima all'agenda di imprese e investitori.
La congiuntura attuale è probabilmente l'esempio più chiaro di crisi di sostenibilità del XXI secolo e ha evidenziato quanto il mondo contemporaneo possa essere interconnesso, interdipendente e vulnerabile. La crisi attuale inoltre colpisce in misura sproporzionata le comunità più vulnerabili nel mondo, mettendo in luce e acuendo gli impatti delle disuguaglianze in molte aree geografiche.

Rinnovata enfasi sulla dimensione sociale negli investimenti ESG

Tra le principali questioni sociali troviamo la salute e la sicurezza, la gestione del capitale umano e la qualità dei prodotti, ma al momento le disuguaglianze e la gestione delle filiere produttive assumono una particolare rilevanza. Sono molte le imprese che gestiscono i propri modelli di business con crescente consapevolezza dei molteplici stakeholder che popolano il loro ecosistema.
Le crisi con cui l'economia globale deve confrontarsi non faranno che aumentare l'attenzione sul modo in cui le aziende interagiscono con tutti gli stakeholder e, di conseguenza, ci si aspetta in futuro una maggiore trasparenza sugli aspetti sociali.

Fattori sociali di tendenza

Sono cinque gli importanti temi sociali che sono emersi con l'epidemia di COVID-19. In molti casi, questi temi incidono sul merito creditizio e sospingono l'emissione di nuovi social bond.

Salute e benessere sono priorità fondamentali: molte aziende si sono adoperate per assicurare innanzitutto che i lavoratori, specialmente nei settori essenziali, siano dotati degli equipaggiamenti e dispongano dello spazio necessario per operare in sicurezza. In aggiunta alle protezioni di tipo fisico, molte imprese stanno inoltre arricchendo le soluzioni e i benefit che offrono al loro personale per rispondere in modo più completo alle loro esigenze di salute e benessere, ad esempio telemedicina, supporto psicologico, servizi di cura per i figli.

È in atto una riallocazione del lavoro: sono decine di milioni le persone che nei soli Stati Uniti hanno richiesto l'indennità di disoccupazione, e si stima che il numero di disoccupati a livello mondiale sia nettamente superiore. I lavoratori dei servizi pagati a ore, le persone con figli e le minoranze sembrano essere particolarmente colpiti. È irrealistico pensare che tutti questi lavoratori torneranno alla stessa occupazione, nei ruoli che avevano prima. Nella ridistribuzione del lavoro, con il procedere della ripresa, ci saranno probabilmente vincitori e perdenti.

Il modo in cui molti lavorano potrebbe cambiare per sempre: secondo un recente sondaggio Gallup, oltre il 60% degli americani occupati dichiara di aver lavorato da casa durante la pandemia, in aumento rispetto al 30% circa che si registrava prima della diffusa imposizione delle misure di lockdown. Lo stesso sondaggio ha rivelato inoltre che tre lavoratori su cinque preferirebbero lavorare il più possibile da casa, anche dopo la revoca delle restrizioni sanitarie. I datori di lavoro iniziano a considerare in una diversa ottica gli stili lavorativi e i benefit, attribuendo una priorità più elevata a una maggiore flessibilità.

I rischi associati alle filiere produttive dovranno essere ridotti: filiere semplificate e trasparenti sono essenziali per individuare e gestire i blocchi della produzione. Una delle principali conclusioni emerse dall’ultimo Cyclical Forum di PIMCO è che le aziende potrebbero cercare di ridurre i rischi e le complessità delle filiere produttive globali, promuovendo quale passo fondamentale una maggiore trasparenza che vada oltre i grandi fornitori di primo livello.

La cybersecurity e la difesa della privacy assumeranno una maggiore importanza: l'aumento significativo del lavoro in remoto e degli acquisti online accresce i livelli di rischio di violazioni dei dati e della privacy. Stando a un recente rapporto di Verizon, l'uso delle reti VPN è aumentato di oltre l'80% e quello degli strumenti di collaborazione è cresciuto di oltre il 1.200% rispetto a una tipica giornata pre-COVID. Molte imprese sono impegnate a rendere più sicura la transizione accelerata verso il digitale.
Il punto è che parecchie aziende avranno bisogno di capitali per gestire con successo questi cinque temi sociali, e molte si rivolgeranno al mercato obbligazionario per raccogliere capitali con emissioni di titoli di debito.

Impact investing: le emissioni di social bond collegati ai programmi di intervento e di ripresa dal COVID-19

I mercati obbligazionari hanno risposto alle esigenze di finanziamento degli emittenti per i programmi di intervento e di ripresa dal COVID-19 tramite l'emissione di social bond. Questi strumenti raccolgono capitali per progetti nuovi o esistenti che mirano a produrre risultati sociali positivi. Imprese, stati sovrani e istituzioni finanziarie per lo sviluppo (DFI) sono alcuni dei soggetti che attualmente si rivolgono al mercato con emissioni di social bond innovativi mirati specificamente a sostenere la ripresa economica e sanitaria. È una particolare modalità di investire nel debito, che sulla base della nostra valutazione quota generalmente in linea con la curva del credito esistente di un emittente, e con proventi che sono collegati a impatti misurabili.
Quest'anno l'emissione di social bond ha già fatto segnare un record, con un totale di oltre 20 miliardi di dollari raccolti per progetti sociali a livello globale. Vista la maggiore attenzione rivolta alle questioni sociali, a seguito del COVID-19, ci si aspetta un aumento significativo delle emissioni di social bond (e di obbligazioni sostenibili, che comprendono aspetti di sostenibilità sia ambientale che sociale). I social bond credibili e ben strutturati sono un'opportunità di mercato unica nel suo genere per gli investitori per finanziare soluzioni economiche e sanitarie di cui c'è urgente bisogno.

Il COVID-19 sta avendo effetti devastanti sulle società e le comunità di tutto il mondo. Con una risposta adeguata, le imprese e gli investitori possono contribuire a sostenere la salute delle persone e una ripresa economica coordinata. Impegnandosi nell’engagement per comprendere e valorizzare i fattori sociali nella valutazione del credito societario e investendo direttamente nella realizzazione di risultati positivi attraverso l'emissione di social bond, gli investitori obbligazionari possono essere parte attiva di una risposta globale all'attuale crisi.

Contributo a cura di:
Del Anderson, Senior Vice President Credit Analyst di PIMCO
Olivia A. Albrecht, Senior Vice President e Product Strategist ESG Products Development di PIMCO

Link all'articolo originale: https://www.pimco.it/it-it/insights/viewpoints/social-at-the-center-of-esg


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