09/11/2020

ESGenius: Le compagnie assicurative trascurano la sostenibilità a proprio rischio e pericolo

Il settore assicurativo è fra i settori più esposti al Covid-19, a causa delle passività legate agli indennizzi relativi alla contrazione del virus. Gli impatti della pandemia sul settore hanno mostrato l’importanza del considerare quali nuove catastrofi potranno emergere in futuro e hanno posto l’attenzione sulla capacità di gestione dei rischi, non solo sulla gestione dei rischi derivanti dalle richieste di indennizzo, ma anche sulla gestione dei rischi relativi alle scelte di investimento.

Adattarsi ai rischi ESG

C’è un contratto sociale implicito tra il settore assicurativo e la propria clientela, con questi ultimi dipendenti dalle compagnie assicurative per la condivisione degli oneri derivanti da eventi imprevisti. La crisi Covid-19 ha rafforzato questo contratto, accentuando la responsabilità sociale degli assicuratori e delle società nelle quali investono e ha dimostrato quanto sono di vitale importanza per il settore assicurativo le considerazioni di sostenibilità e la necessità di accelerare la transizione dall’attuale modello orientato agli azionisti verso un modello di business che includa il maggior numero di stakeholders possibili, in modo da consentire un maggior adattamento a quei rischi ESG che possono causare scompiglio alle attività economiche e alle comunità.
L’industria assicurativa è già in prima linea per quanto riguarda le problematiche ambientali, data l’esposizione ai disastri naturali, in continua crescita in termini di impatto, frequenza e imprevedibilità. Potrebbe arrivare il giorno nel quale queste catastrofi potrebbero diventare non assicurabili per il settore privato.



I rischi di sostenibilità relativi alle future richieste di indennizzo sono al centro dell’attenzione già da qualche tempo, ma non sono assolutamente da sottovalutare i rischi di sostenibilità relativi agli asset nei quali le società assicurative investono i propri capitali finché non ne necessitano per rimborsare i sinistri.
Se i portafogli non vengono scrupolosamente monitorati, potrebbero essere assunti rischi che potrebbero compromettere la capacità di far fronte alle passività, potenzialmente rischiando l’insolvenza. Le restrizioni regolamentari stringenti circa gli assets ammissibili all’investimento da parte delle imprese assicurative hanno reso più facili le decisioni del management e le scelte di investimento attorno alle opzioni più sostenibili.

La gestione dei rischi dei Risk Managers

La sostenibilità ha un impatto diretto sulle proiezioni future dei bilanci delle imprese assicurative nel caso si verifichino uno o più dei potenziali eventi rischiosi ai quali potrebbero essere sottoposti, comprese ulteriori restrizioni regolamentari e i rischi di assicurazione e investimento.
La regolamentazione sta già agendo come un fattore di spinta per rendere ancora più urgente la sostenibilità nei piani delle compagnie assicurative. Sostenibilità resa ancora più prioritaria dalla guida ESG specifica per le imprese assicurative che è stata pubblicata nel Dicembre 2019 dall’UNEP (United Nations Environmental Programme).
Assicurazione e investimento necessitano una puntuale verifica da parte delle imprese assicurative circa i costi legati ad eventi negativi e i risultati attesi degli investimenti effettuati, in modo da assicurare flussi di cassa in grado di ripagare correttamente gli esborsi sia in termini di tempistiche che di dimensioni. I fattori di sostenibilità introducono un’ulteriore complicanza che richiede risk managers esperti, consapevoli e capaci di gestire rischi in continua evoluzione.



L’attitudine alla sostenibilità è essenziale

La ricerca Fidelity ha evidenziato che non vi è una forte correlazione tra la capitalizzazione di mercato di una società e il suo livello di sostenibilità, seppure sia sensato pensare che una società con una capitalizzazione più elevata sia capace di investire maggiormente in sostenibilità, sia in termini di personale che di sistemi e processi di raccolta, analisi e monitoraggio dei dati. Le compagnie con maggiore impegno verso la sostenibilità sono anche le più ambiziose. Alcune hanno diversi dipendenti la cui retribuzione è in parte legata ai risultati ESG della società, altre, specialmente quelle specializzate nel settore motori, hanno considerato notevolmente gli impatti del Covid, offrendo rimborsi alla propria clientela senza esserne obbligate.
Le analisi di scenario sono un mezzo efficace per gli assicuratori. Ad esempio, proiettare gli scenari di diversi livelli di aumento della temperatura a livello globale è una tecnica comunemente utilizzata per inquadrare i rischi del global warming. Le società con maggiore attitudine verso la sostenibilità sono più aperte alla condivisione delle esperienze e alla collaborazione con le concorrenti per progetti di sostenibilità perché riconoscono che tutte le società del settore devono far fronte ad ostacoli comuni e combinare le esperienze è reciprocamente vantaggioso.

Non c’è un approccio standard alla sostenibilità

Ogni società utilizza un diverso approccio di integrazione degli ESG, dalle liste di esclusione alla selezione best-in-class, dalla selezione basata su norme internazionali agli investimenti tematici. In alcune società la responsabilità di sostenibilità sono in capo al CIO, in altre sono esternalizzate. Alcune società sono attivamente coinvolte con le società incluse nel proprio portafoglio di investimenti, mentre altre hanno fondi di impact investing dedicati. Questo dimostra che non esiste un approccio alla sostenibilità universalmente accettato e che quello che è più importante è rimanere coerenti con la propria funzione nella società.

La “S” necessita ancora di molto lavoro, sia dal lato investimento che dal lato assicurazioni

Per via dell’esposizione a potenziali catastrofi naturali, le imprese assicurative hanno generalmente elevati livelli di sofisticazione circa le questioni ambientali, mentre gli aspetti sociali tendono a ricevere minore attenzione. Gli effetti di Covid-19 hanno riacceso i riflettori su questi aspetti che le imprese assicuratrici non possono ignorare. La crisi ha fatto risaltare l’ambiguità del testo di diverse polizze assicurative circa l’interruzione della continuità aziendale e le perdite correlate alla cancellazione di eventi e contratti per colpa della pandemia. Alcuni assicuratori si sono affrettati a chiarire i limiti di copertura delle polizze. Negli USA lo scandalo degli oppiacei potrebbe scatenare un’ondata di reclami verso alcune società farmaceutiche. Le imprese assicurative dovrebbero includere queste fattispecie all’interno dei propri portafogli di investimento, così come in quelli assicurativi.

Leaders, Followers e Laggards

I diversi sotto-settori dell’industria assicurativa hanno diversi livelli di esposizione alle tematiche di sostenibilità relativi ai propri rischi di investimento e assicurazione. Ad esempio, le compagnie che si occupano di assicurazioni vita sono maggiormente esposte al rischio di investimento a causa della necessità di investire in asset con lunga duration per soddisfare le necessità di lungo termine delle proprie passività, pertanto integrare i fattori di sostenibilità è per loro indispensabile.
I riassicuratori hanno maggiore esposizione ai rischi di sottoscrizione perché solitamente assicurano grandi sinistri legati ad eventi imprevedibili e pertanto necessitano di un accurato framework di sostenibilità.
Tenendo bene a mente questi fattori, è possibile mappare la materialità dei diversi rischi dei diversi sotto-settori e comparare il livello di sostenibilità di una società con quello delle concorrenti.



Nell’insieme, le società assicurative stanno trattando seriamente le questioni di sostenibilità, ma il fattore cruciale è il ritmo di sviluppo delle soluzioni di sostenibilità. Così facendo, si possono ottenere tre categorie di società: Leaders, Followers e Laggards.

  • I Leaders sono quelle società che si approcciano alla sostenibilità in maniera industriosa e creativa e che sono aperte e disponibili al confronto fra i diversi approcci per implementare i propri sistemi;
  • I Followers sono società che hanno intrapreso un percorso di integrazione ESG all’interno dei propri processi;
  • I Laggards sono quelle società più in ritardo sulle questioni di sostenibilità, spesso a causa di un basso coinvolgimento nella sostenibilità, ma anche queste mostrano in prospettiva un certo interesse verso l’integrazione dei fattori ESG nei propri modelli di business.


I settori chiave della sostenibilità che gli assicuratori devono tenere d’occhio

  • Responsabilità: aumento degli impegni in implementazione delle policies di investimento sostenibile e creazione di comitati ESG a livello di board;
  • Risorse: aumento del personale sia nei team ESG che di personale dedicato alla sostenibilità nelle varie business units;
  • Prodotti: aumento degli investimenti in prodotti ESG;
  • Disclosure: maggiore trasparenza circa le azioni di engagement and voting messe in atto nei confronti delle società investite e informativa maggiormente dettagliata per asset class specifiche;
  • Policies: al momento le politiche maggiormente attuate sono quelle ad esclusione (carbone, petrolio, ecc..). Ci si aspetta che le società che ancora non l’hanno fatto sottoscrivano gli UN PRI (Principles of Responsible Investment) e che vengano formalizzati diversi approcci per le diverse asset class come segnale di consapevolezza verso le tematiche ESG.

Applicare i dati riscontrati allo stock picking

Analizzando come un’impresa assicurativa gestisce la sostenibilità si può capire in maniera più profonda come la stessa gestisce i rischi in generale. Anche la persona o struttura aziendale alla quale fanno capo le questioni di sostenibilità è un segnale del livello di integrazione dei criteri ESG a livello aziendale. A livello di investimenti, fa la differenza il ruolo della sostenibilità all’interno dei processi di investimento, se essa è vista come mitigatrice del rischio o come generatrice di Alpha, così come è importante il livello di engagement con le società investite. La strategia migliore ingloba la sostenibilità dinamicamente, con miglioramenti e aggiunte continue.

Articolo a cura di:
Adnan Siddique, editorialist, Fidelity International
Juliet Pursaill, Equity Research associate, Fidelity International
Luca Romano, ESG associate analyst, Fidelity International

Link all’articolo originale: https://www.fidelityinstitutional.com/it-it/articles/pages/esgenius-insurance-companies-neglect-sustainability-at-their-peril-b203e2


© 2001-2018 CFS Rating Tutti i diritti sono riservati

I dati le informazioni e le elaborazioni sono proprietà di CFS Rating, nessuna garanzia viene data in merito alla loro accuratezza, completezza e correttezza.

I dati e le elaborazioni pubblicate nel presente sito non devono essere considerate un'offerta di vendita, di sottoscrizione e/o di scambio, e non devono essere considerate sollecitazione di qualsiasi genere all'acquisto, sottoscrizione o scambio di strumenti finanziari e in genere all'investimento.