22/11/2019

Cerchi Perfetti


Qui nella Svizzera Italiana, l'ultima settimana di ottobre è vacanza scolastica. Quindi, nonostante un fitto calendario di eventi di mercato, mi sono preso una settimana di ferie per passare un po' di tempo con la famiglia. Anche se ho dovuto dare una “sbirciata” al mio smartphone su base regolare per aggiornarmi con le ultime notizie, mi sono divertito a visitare il nord est dell'Italia. Tra le tante cose belle (e l’ottimo cibo) sono rimasto davvero impressionato dalla Cappella degli Scrovegni a Padova. È un incredibile capolavoro dipinto da Giotto all'inizio del quattordicesimo secolo. In meno di 2 anni l'artista ha completato una serie di affreschi che raffigurano la Vita di Cristo, la Vita della Vergine, pannelli che mostrano Vizi e Virtù e, soprattutto, un grande Giudizio Universale. Grazie ad un attento restauro e ad una meticolosa manutenzione possiamo ancora godere dei colori vividi e dei tratti specifici che rendono il lavoro di Giotto così innovativo per i suoi giorni: la composizione, il senso della prospettiva, le emozioni nei volti e nelle posture dei personaggi.

In un pannello c'è persino un bacio tra Anna e Gioacchino, il primo nella storia dell'arte moderna. Sull'ultimo giudizio ci sono scene incredibilmente forti e, intrappolata nella barba del diavolo, c'è la figura di un misterioso papa. Queste opere furono un balzo in avanti e certamente rappresentarono un allontanamento dalle figure ieratiche bizantine che erano la norma fino all'avvento di questa nuova scuola di pittura. Dopo Giotto, l'arte è cambiata per sempre e quei quadri e mosaici piatti e poco emotivi sono stati relegati al ​​passato. È un dato di fatto, l'ex pastore, discepolo di Cimabue, era già considerato un genio per la sua giovane età. Una storia ben nota riportata dal Vasari afferma che Papa Benedetto XI mandò un messaggero a Giotto, chiedendogli di inviare un disegno per dimostrare la sua abilità. Giotto disegnò un cerchio rosso così perfetto che sembrava disegnato con un compasso.

Ero immerso in questi pensieri esattamente lo stesso giorno in cui Mario Draghi lasciava la BCE. Alla fine del suo mandato, Draghi è considerato uno dei veri padri del pensiero monetario moderno. Non ne è stato l’iniziatore, ma i suoi sforzi per cambiare l'attuale funzionamento della BCE e dell'Unione Europea, per salvare il progetto Euro, sono stati più incisivi, più importanti e più audaci di Bernanke, Kuroda e simili. Supermario ha utilizzato il bazooka della repressione finanziaria al massimo della potenza: tassi ampiamente negativi, QE ad libitum e una mano sempre tesa al settore bancario.A un livello più generale, era un keynesiano alla guida della politica economica in Europa (essendo inesistente un coordinamento della politica fiscale). Ha promosso un costante interventismo nei mercati. Era "pronto ad agire" per fare "tutto il necessario" per guadagnare un po' più di tempo nel processo di integrazione europea. Leggendo la stampa europea, gli elogi per il suo lavoro sono unanimi. Nulla da eccepire sulle sue politiche "soldi gratis". Questi erano alcuni dei motivi per i quali mi chiedevo se i miei giudizi critici delle sue azioni di politica monetaria, in molti commenti mensili, fossero stati troppo duri. Sto guardando il mondo con occhi bizantini mentre i banchieri centrali, come i moderni Giotto, stanno portando l'infrastruttura economica vers nuove direzioni?


Abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno? Al momento sembra così. I Banchieri centrali hanno rimesso in moto le loro macchine da stampa a tutta velocità. Tatticamente, bisogna spegnere il cervello e abbracciare la narrativa costruttiva di fine anno.

In questo momento, non ha senso combattere contro questa ondata di liquidità. La funzione di reazione dei mercati a ulteriori stimoli monetari non è cambiata. I mercati saranno contenti di qualsiasi accordo tra America e Cina e di qualunque Brexit avremo (considerato che una “hard Brexit” è fuori discussione al momento). In meno di un mese le curve dei titoli di Stato (i miei indicatori preferiti per il posizionamento di portafoglio) sono passate da piatte / invertite a leggermente ripide. Pertanto, una recessione è una prospettiva meno plausibile, almeno a breve termine. Gli aggregati monetari mostrano di nuovo una crescita positiva. Dopo un brutto 2019, è prevista una certa stabilizzazione dei dati economici a livello globale e, per il 2020 gli analisti prevedono collettivamente una crescita degli utili del 10% (come al solito). Senza alcuna motivazione esogena e senza la volontà di dubitare dell'arrivo di Babbo Natale, i mercati azionari cercheranno di anticipare parte di questa crescita attesa già sul finale d’anno.
 

In definitiva, Draghi sta passando il testimone alla signora Lagarde mentre i mercati entrano in un altro periodo di “goldilocks”. Quindi, perché affannarsi ad avere un'opinione diversa sul suo mandato rispetto alla consensuale visione positiva? La gente crede che Draghi sia un novello Giotto che ha appena completato un capolavoro. Un grande esperimento monetario che è davanti ai nostri occhi ed ha la forma di un cerchio assolutamente perfetto. Bene, non mi convince totalmente. Sono un gestore vecchio stile, forse una specie a rischio di estinzione. Credo ancora che l'economia funzioni meglio con meno interventi dall'alto.

La distruzione creativa muore in un ambiente di prezzi falsi e società e governi di zombi. Giustifico un intervento di politica economica solo come extrema ratio nei casi di fallimenti di mercato. Seguendo questa linea di ragionamento, ritengo che Draghi abbia fatto un ottimo lavoro nel 2012, quando ha fermato la spirale viziosa delle forze disgregative in Europa. Ha evitato un disastro. Tuttavia, credo anche che tale periodo di emergenza sia passato da tempo. Non riesco a giustificare un intervento monetario così massiccio protratto per tanti anni. Soprattutto, non avevamo bisogno di tassi negativi, un'aberrazione della logica economica.

I precedenti storici non promettono nulla di buono. Con ogni distorsione del mercato, ci sono conseguenze indesiderate che saremo costretti a gestire in futuro. Come detto sopra, non mi preoccupo per il prossimo mese; non mi preoccupo per un movimento del 5% nei mercati in su o in giù. Mi preoccupo a più lungo termine per il funzionamento dell'economia e per il prezzo che pagheremo per gli eccessi di questo decennio.
La storia lo dirà. Per ora diciamo "arrivederci" a Draghi. Ha dato gli ultimi ritocchi appena prima di lasciare la BCE. Ora può posare il pennello e la tavolozza dei colori. Ho la sensazione che questa sia solo una pausa temporanea. Sono abbastanza sicuro che l'élite al potere avrà di nuovo bisogno del suo genio artistico per prolungare lo status quo il più a lungo possibile. Avremo sue notizie in un futuro non così lontano.

 
 

 


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