17/09/2020

Capitalismo sostenibile: L’intreccio tra pubblico e privato per un bene superiore

Nell’estate 2019, la tavola rotonda dei Top Executives americani ha rigettato l’idea della supremazia degli azionisti e ha caldeggiato l’adozione in maniera più ampia degli interessi degli stakeholders. Ma questa è rimasta solamente una dichiarazione d’intenti…fino all'arrivo del Covid-19.
A seguito della pandemia, i consumatori chiedono una maggiore articolazione dei Core Value che le società mettono in pratica. La salute dei dipendenti, delle comunità e dei fornitori sono ora di vitale importanza nei processi di decision making aziendali e sempre più centrali nella promozione dei valori sociali aziendali.

Questo è ancora più rilevante nei casi nei quali lo Stato ha acquisito azioni di aziende private e in quelle società che hanno beneficiato di ammortizzatori sociali.
I governi hanno introdotto diversi ammortizzati sociali, insieme ad altre misure quali garanzie pubbliche, prestiti e sgravi fiscali, in parallelo a imponenti stimoli monetari, per mitigare gli impatti economici del virus. Ciononostante, i rischi a lungo termine derivanti da queste azioni sono significativi, dato l’ammontare del debito, salito a livelli mai visti dopo la Seconda Guerra Mondiale, la crescita record della massa monetaria e l’espansione dei sistemi di welfare sociale per lavoratori ancora molto cauti nel ritornare al lavoro.
I governi sono pertanto all’opera per capire come smarcarsi gradualmente da questi impegni e far ripartire le proprie economie. Devono far fronte alle diseguaglianze messe a nudo dalla pandemia e mitigare il climate change in modo da evitare futuri dissesti diffusi. È essenziale, per conseguire questi obiettivi, un legame più stretto con il settore privato.

Il Green Deal Europeo

All’indomani dell’esplosione della pandemia, diverse nazioni hanno scelto di accelerare i piani di investimento pubblico/privato in supporto della creazione di posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. L’Unione Europea, ad esempio, si è ri-impegnata a mettere sul piatto 1 trilione di euro del Green Deal nei prossimi 10 anni, con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050. Il piano – che è stato esplicitamente collegato all’EU Recovery Fund creato per aiutare la ripresa dal Covid-19 – è predisposto per ridurre le emissioni carboniche promuovendo le energie rinnovabili, il trasporto ad alimentazione elettrica, l’agricoltura sostenibile e altri settori emergenti.
Il programma verrà finanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e da una combinazione di investimenti pubblici e privati. Sebbene ci sia un diffuso consenso fra gli Stati membri sull’accordo nel suo complesso, accordarsi sull’apporzionamento dei fondi necessita di compromessi. Stati con un livello maggiore di emissioni e un minor numero di lavoratori nelle industrie “pulite”, ad esempio, necessitano di maggiori fondi per affrontare la transizione, rispetto a quelli che già l’hanno avviata.
Mentre investire in progetti green è necessario per arginare il climate change, definire cosa è o non è realmente “green” può essere difficoltoso. Per porre chiarezza e per evitare fenomeni di Greenwashing, l’Unione Europea ha creato una Tassonomia per gli Investimenti Sostenibili da affiancare al Green Deal. Questa classificazione dettagliata ha l’obiettivo di individuare quei progetti allineati ad obiettivi di miglioramento ambientale e di evitare gli effetti negativi, ed è progettata per assicurare che gli investitori possano indirizzare i propri investimenti verso ciò che è categoricamente definito come “green”.

Prima l’occupazione, ma anche la sostenibilità

In altre parti del mondo, i governi hanno scelto di concentrarsi principalmente sull’occupazione, a seguito dell’enorme perdita di posti di lavoro e le discese in picchiata della crescita del PIL. Tuttavia, sono crescenti le pressioni da parte della politica e della società sui governi (e sulle società) per agire in un modo più sostenibile ed equo. Negli USA, i programmi dei Democratici includono un programma dettagliato di investimenti e creazione di posti di lavoro “green” e, a seguito della tragica morte di George Floyd e le proteste del movimento Black Lives Matter, i danni causati dalle diseguaglianze razziali sono, per la prima volta, discussi in maniera diretta e costruttiva da policymakers quali la Federal Reserve, così come a livello di board aziendali.

Una migliore Disclosure

Policymakers come Mark Carney e Andy Haldane, rispettivamente ex Governatore e Chief Economist della Bank of England (BoE), si sono espressi pubblicamente sulla necessità, per la società, di adottare una forma di capitalismo più sostenibile ed equa. Carney è anche co-fondatore e portavoce della Taskforce for Climate-Related Financial Disclosure (TCFD), la quale tenta di migliorare qualità e consistenza dell’informativa aziendale relativa ai propri rischi finanziari climate-related.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha varato la Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), contenente dettagliati e severi requisiti per gli asset manager di rendicontazione dei rischi di sostenibilità, delle policy applicate e della classificazione dei fondi. Iniziative del genere aiuteranno nell’integrazione del capitalismo sostenibile nelle attuali strutture economiche e sociali. Per far sì che questi cambiamenti siano pienamente adottati, è necessario che i mercati quotati modifichino la propria prospettiva verso un’ottica di più lungo periodo, tipicamente associata ai private markets.
Il capitalismo sostenibile è recentemente cresciuto perché interessa agli elettori, ai consumatori e agli investitori. Questo porta a pensare che questo interesse da parte delle società per gli interessi di tutti gli stakeholders, e non solo degli azionisti, è molto più che un trend passeggero, e che il capitalismo sostenibile riceverà un’attenzione sempre più crescente da tutti i versanti, come una guida per la ripresa globale in modo da assicurare maggior resilienza per le società e l’economia.

Contributo a cura di Andrew McCaffery, Global CIO di Fidelity International, estrapolato dal Sustainability Report 2020 di Fidelity: https://professionals.fidelity.co.uk/static/uk-professional/media/pdf/sustainable-investing/Fidelity-sustainable-investing-report.pdf


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