03/06/2020

Abbiamo veramente superato la tempesta da covid 19? il punto sui mercati


I mercati azionari si accingono a chiudere in positivo anche il mese di maggio: ci siamo davvero lasciati il peggio alle spalle?

I mercati pensano di sì evidentemente. A noi sembra che giudicare già chiusa la crisi sanitaria o per lo meno la crisi economica sia un po' prematuro. Massimizzare la crescita economica e degli utili minimizzando la crisi sanitaria, a questo stadio ancora precoce, ci sembra ottimista.

Per quanto rappresenti ancora più una speranza (che non può essere considerata, generalmente, una corretta strategia di investimento) tuttavia occorre ammettere che la situazione generale sta velocemente migliorando.

All’interno dell’azionario, al di là del particolare momento che stiamo vivendo, quali sono i settori più interessanti in cui investire?

A questo punto vediamo due possibilità per i mercati. O una correzione generale, che resta una ipotesi possibile, o una continuazione del rally che dovrà però essere trainato da settori e titoli diversi da quelli che hanno tirato nelle ultime settimane (farmaceutico, tecnologico, consumi non discrezionali). Se tutto è già finito ci aspettiamo allora, nella migliore delle ipotesi, una rotazione settoriale a favore di settori più ciclici, più a buon mercato e più “bastonati” dalla recente crisi di mercato. Ci riferiamo ad esempio al settore finanziario ma ancor meglio ai settori del consumo discrezionale, industriali ed energetico. Qui si trovano titoli, di assoluta qualità (caratteristica da cui non si può comunque prescindere), che a 12 mesi rappresentano dei punti di entrata molto interessanti.

USA, Europa, Asia, Mercati Emergenti.....vi sono aree o Paesi che ritenete siano caratterizzate da minor incertezza?

La rotazione settoriale di cui parlavo dovrebbe beneficiare alcuni listini europei, asiatici o dell’America latina i quali sono stati molto sotto performanti nei confronti del mercato americano proprio per la loro maggiore ciclicità. Penso alla Germania, al Vietnam o al Brasile per fare degli esempi. A 12 mesi valgono le stesse considerazioni di cui sopra.

In questi mesi abbiamo assistito in USA ad un ulteriore calo dei rendimenti; possiamo pensare di vedere addirittura tassi negativi anche negli Stati Uniti?

Ipotesi possibile ma improbabile. Anzitutto non potrebbe essere decisa in autonomia dalla FED ma andrebbe preventivamente approvata a livello legislativo. Inoltre l’esperienza di altri paesi le cui banche centrali hanno scelto questa via non ha dato risultati particolarmente efficaci, almeno in termini economici. Ritengo che questa possa costituire l’ “opzione nucleare” per la FED da utilizzare solo se la situazione diventasse davvero drammatica. Non mi sembra sia ancora il caso.

Il  dollaro americano in questi giorni si sta indebolendo rispetto all’euro, può essere l’inizio di un nuovo trend?

Non penso. Ritengo che il dollaro possa essere sfavorito dal ritorno del risk on sui mercati e da una situazione meno catastrofica, in termini di crisi sanitaria ed economica, in Europa. Tuttavia non immagino grosso potenziale di svalutazione del dollaro, almeno nel medio termine. Gli USA necessitano assolutamente di un dollaro “forte” per poter attrarre capitali e finanziare il loro ingente debito.

Azioni, obbligazioni, commodities....quale può essere il giusto mix di portafoglio in questo momento per una persona che ha un orizzonte di investimento di 5 anni? E per un risparmiatore con un orizzonte di 25 anni?

Con i tassi di interesse ai livelli attuali e con orizzonti di investimento così lunghi le azioni sono, piaccia o non piaccia, imprescindibili. La loro quota andrebbe aumentata all’aumentare dell’orizzonte di investimento fino ad arrivare anche al 70% per periodi molto lunghi. Le obbligazioni in genere non compensano per il rischio che si prende, con poche eccezioni (come quelle dei mercati emergenti). Andrebbero quindi in parte sostituite con la semplice liquidità. Le materie prime non hanno fornito grosse soddisfazioni negli ultimi anni ma data la situazione un 5-10% potrebbe avere senso, soprattutto di oro.

Intervista a
Mario Cribari, CFA, Partner e Head of Investment Strategy and Research


© 2001-2018 CFS Rating Tutti i diritti sono riservati

I dati le informazioni e le elaborazioni sono proprietà di CFS Rating, nessuna garanzia viene data in merito alla loro accuratezza, completezza e correttezza.

I dati e le elaborazioni pubblicate nel presente sito non devono essere considerate un'offerta di vendita, di sottoscrizione e/o di scambio, e non devono essere considerate sollecitazione di qualsiasi genere all'acquisto, sottoscrizione o scambio di strumenti finanziari e in genere all'investimento.