23/03/2020

CB-Accent LUX Erasmus Bond Fund: la qualità degli emittenti è la chiave per ripartire


In questo periodo è ancora più importante per l’investitore sapere come vengono impiegati i propri risparmi: in che modo il comparto Erasmus Bond Fund sta affrontando questo particolare momento di mercato?

Il portafoglio del comparto ERASMUS BOND FUND della SICAV CB-Accent LUX è in tal modo posizionato: 8% cash; 69% obbligazioni Investment Grade tra cui il 20% nel segmento AAA-A ed il 48% in BBB: è presente tra questi il 10% di titoli governativi come Romania, Messico, Marocco, Portogallo mentre una posizione in titoli di Stato americani a 2 anni è inoltre presente per il 10% con una posizione diretta ed una posizione long sul future; il 3.5% è investito in obbligazioni emesse da organismi sovranazionali; 14% in titoli High Yield BB di cui il 6% sono emissioni di big mondiali che hanno comunque una valutazione Investment Grade di fascia alta; 10% è la componente a tasso variabile. Il settore finanziario pesa per il 37%, suddiviso tra 26% bancario e 11% assicurativo; la parte Hybrid è circa il 9%.

Qual è l’attuale strategia rispetto al rischio cambio?

La diversificazione valutaria aperta è attualmente composta per il 9% da dollari americani, che è la posizione più consistente in valuta diversa dall’euro. Abbiamo anche un’esposizione del 3% su franchi svizzeri e un altro 3% complessivo su dollari canadesi e dollari neozelandesi. Le posizioni in dollari australiani e in corone norvegesi sono completamente coperte.

Altri elementi da sottolineare?

La componente di fondi di terzi è stata ridotta a circa il 7%, avendo ridotto gli emergenti ed eliminato l’investimento in convertibili. Infine, la duration del fondo è circa 3.5 anni. Ma è importante ribadire il concetto della qualità degli emittenti su cui il fondo è posizionato: società internazionali quotate di dimensioni ragguardevoli.

Perché è così importante la qualità delle emissioni?

Perché le quotazioni delle emissioni della tipologia di società citata in precedenza ora scendono a seguito di un mercato obbligazionario che non funziona più – i market makers non fanno praticamente prezzo - analogamente al 2008, ed in misura minore 2011 e 2016; ma in un futuro avranno la possibilità di recuperare, non in tal modo molte altre “carte” circolate negli ultimi anni di scarsa qualità. I mispricing di questi attivi, anche Investment Grade, sono inoltre recentemente dovuti a vendite “forzose” di istituti finanziari e fondi di investimento costretti a far fronte a regolamento di margini o outflows: valga come esempio la sola scorsa settimana quando è stato infatti segnato un record in tal senso in America con vendite per oltre 55 miliardi di USD da obbligazioni IG, oltre 12 da quelle municipali, 5 da titoli di Stato legati all’inflazione.

Intervista a
Vittorio Fumagalli - Institutional Asset Management


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