16/03/2020

Aggiornamento sulle prospettive economiche dagli esperti di Pimco


Le prospettive economiche in rapido deterioramento, la recente decisa correzione degli attivi rischiosi e il calo dei tassi sulla scia del diffondersi del coronavirus danno risalto al quadro di nuova neutralità, con  tassi privi di rischio (risk free) estremamente ridotti. 
In effetti, potremmo essere entrati nella Nuova Neutralità 2.0: un contesto in cui fattori dirompenti di lungo termine, come il conflitto tra Cina e Stati Uniti, il populismo, i mutamenti tecnologici e demografici, interagiscono con cigni neri, come l’epidemia di coronavirus, aumentando la domanda di beni rifugio e spingendo sempre più al ribasso il tasso d’interesse neutrale e l’intera struttura a termine dei tassi di interesse. 
Riguardo alle prospettive cicliche, l’economia mondiale è tornata nella fase di debolezza da cui stava per uscire quando il virus ha colpito.


Il peggio per l’economia sembra arriverà nei prossimi mesi:

  • in primo luogo, il recente crollo della produzione e della domanda cinese verosimilmente si ripercuoterà sulle attività nel resto del mondo con uno scarto temporale di diversi mesi.
  • in secondo luogo, la domanda di servizi (viaggi, turismo, fiere, intrattenimento, ristorazione) quasi certamente continuerà a contrarsi a seguito delle misure di contenimento dell’epidemia e per il fattore paura.

A fronte di questo contesto, ipotizzando che la diffusione del virus al di fuori della Cina raggiunga il picco nei prossimi mesi, lo scenario di base prevede una ripresa a U della crescita globale nei successivi trimestri. La “U” potrebbe inizialmente apparire come una “I” con l’economia in brusca contrazione, poi come una “L” quando l’economia cesserà di frenare ma il movimento non sarà molto visibile per un po’, e infine vedersi appunto come forma a “U” quando riprenderà il movimento di rialzo del ritorno della crescita economica.

È possibile una recessione tecnica

Sembra chiara la netta possibilità di una recessione tecnica (due trimestri consecutivi di crescita negativa) negli Stati Uniti e nell’Area Euro nella prima metà del 2020 seguiti da una ripresa nella seconda metà dell’anno al normalizzarsi della produzione industriale e della domanda. Il Giappone molto probabilmente è già in recessione.

In assenza di importanti squilibri economici interni, nelle economie avanzate la recessione dovrebbe essere relativamente lieve e di breve durata (sempre nell’ipotesi che il picco dell’epidemia del virus si realizzi nei prossimi due mesi). Tuttavia, ci sono preoccupazioni per le possibili fragilità nel ciclo del credito negli Stati Uniti in un contesto di riduzione dei flussi di cassa per le imprese che potrebbe comportare un inasprimento delle condizioni finanziarie che potrebbe ripercuotersi sull’economia reale.

Le banche centrali, Fed in testa, puntano a fornire supporto ai mercati finanziari, nel tentativo di prevenire un ulteriore inasprimento delle condizioni finanziarie, con azioni correlate (piuttosto che coordinate). C’è la forte possibilità che la Fed tagli i tassi fino ad arrivare a un ritorno del tasso di riferimento a zero e una ripresa degli acquisti di attivi.

Verosimilmente molte altre banche centrali, tra cui quelle dei mercati emergenti, assumeranno un orientamento ulteriormente accomodante nelle prossime settimane e mesi, soprattutto per sostenere l’afflusso di credito alle imprese. Si prevede inoltre che la maggior parte dei governi attueranno una politica fiscale anch’essa accomodante per sostenere la domanda e aiutare la ripresa economica una volta che si sarà contenuta l’epidemia.

Implicazioni per gli investimenti: enfasi su liquidità e protezione del capitale 

Nonostante la probabile ondata di allentamento monetario e di maggior stimolo fiscale a livello mondiale nel prossimo futuro, si ritiene che in questo momento sia opportuno mantenersi cauti rispetto agli attivi rischiosi e concentrarsi sulla liquidità e sulla protezione del capitale per tre motivi:

  1. Le banche centrali hanno sempre meno munizioni a loro disposizione per contrastare una contrazione dell’economia o una flessione degli attivi rischiosi più marcate.

  2. Le fragilità delle componenti più rischiose dei mercati del credito alle imprese che abbiamo evidenziato nelle Prospettive Cicliche di gennaio, oggi destano maggiore preoccupazione a fronte della frenata della crescita e del rischio di difficoltà di flussi di cassa per le imprese. Pertanto manteniamo il sottopeso sul credito societario nonostante il recente allargamento degli spread.

  3. L’inversione di rotta nel percorso di globalizzazione potrebbe subire un’accelerazione a fronte di tentativi delle imprese di ridurre la complessità delle loro filiere produttive e dell’eventuale introduzione da parte dei governi di ulteriori limitazioni agli scambi commerciali, ai viaggi e all’immigrazione sulla scorta di timori per la salute pubblica.

Contributo a cura di
Joachim Fels - Consulente economico globale di PIMCO

Link ad articolo integrale:https://www.pimco.it/it-it/insights/blog/economic-outlook-update-ilu-trajectories


© 2001-2018 CFS Rating Tutti i diritti sono riservati

I dati le informazioni e le elaborazioni sono proprietà di CFS Rating, nessuna garanzia viene data in merito alla loro accuratezza, completezza e correttezza.

I dati e le elaborazioni pubblicate nel presente sito non devono essere considerate un'offerta di vendita, di sottoscrizione e/o di scambio, e non devono essere considerate sollecitazione di qualsiasi genere all'acquisto, sottoscrizione o scambio di strumenti finanziari e in genere all'investimento.